Carrozzeria a Udine di Gragnolini Denis

Le Rotatorie. Come sono fatte e come vanno utilizzate

Le rotatorie dette anche “rondò alla francese” perché ideate e maggiormente diffuse in Francia, sono delle intersezioni a raso che consentono ai veicoli che le percorrono di compiere una traiettoria circolare anziché rettilinea, come avviene negli incroci tradizionali (intersezioni lineari), allo scopo di rendere più fluido e sicuro il traffico stradale nel passaggio da una strada ad un’altra (bracci di intersezione o di immissione).
Esse possono essere definite come “intersezioni a raso con andamento circolare delle correnti di traffico” (Fabio Bergamo).

Sono costituite dalle seguenti parti: anello della circolazione (corona della rotatoria) a cui afferiscono le varie strade; isola centrale spartitraffico al cui bordo esterno può esservi una fascia complanare (cordolo sormontabile) per agevolare il transito circolare dei veicoli; bracci di immissione che permettono ai veicoli di entrare ed uscire dalle rotatorie (essi possono essere ad una o a due corsie).
Le tipologie fondamentali sono tre: rotatorie convenzionali (con diametro esterno di 40-50 metri); rotatorie compatte (con diametro esterno compreso tra 25 e 40 metri); mini-rotatorie (con diametro esterno tra 14 e 25 metri).
Possono essere a singola o a doppia corsia e vengono classificate in urbane e interurbane. Il transito è sempre in senso antiorario.
L’isola centrale circolare che può essere rialzata rispetto al livello della strada o semplicemente evidenziata con un disegno, fa da spartitraffico e può essere: non transitabile (per le rotatorie convenzionali); transitabile sul cordolo che circonda l’isola centrale (per facilitare il passaggio dei veicoli pesanti e dunque di dimensioni più elevate nelle rotatorie compatte e nelle mini-rotatorie); completamente transitabile (per le mini-rotatorie con diametro esterno uguale o inferiore a 18 metri).

Condotta di guida nell’uso delle rotatorie
Il comportamento da tenere nelle rotatorie dipende da due fattori: il numero delle corsie disponibili e le condizioni del traffico al momento del transito.

Rotatorie ad una corsia
Nelle rotatorie ad una sola corsia, i conducenti hanno l’obbligo di accodarsi ai veicoli che precedono per poi abbandonare la rotatoria utilizzando l’uscita relativa alla destinazione prescelta. L’uscita dalla rotatoria va sempre segnalata in anticipo con l’indicatore di direzione.

Rotatorie a due corsie
Quando le corsie all’interno della rotatoria, sono due, e con traffico normale, la posizione che i veicoli devono tenere all’interno della rotatoria dipende dall’uscita prescelta: il veicolo che abbandona la rotatoria alla prima (o alla seconda uscita) dopo quella in cui si è immesso, circolerà nella corsia più a destra o sul margine destro dell’anello circolare (corona); il veicolo che invece sceglie le uscite successive (la terza e la quarta) da cui è entrato transiterà nella corsia interna o in prossimità del margine interno/sinistro dell’anello medesimo.
Questa regola vale anche nel caso in cui la strada che permette l’immissione del traffico nella rotatoria (braccio di immissione), dispone di due distinte corsie: fermo restando (tra veicoli che transitano nella rotatoria) il diritto di precedenza a chi proviene da destra e che naturalmente uscirà per primo, il veicolo transitante a sinistra si sposterà a destra segnalando preventivamente la manovra con l’indicatore di direzione per poi uscire dall’anello circolare.
Di fronte ad una situazione di traffico intenso, i conducenti che dovranno utilizzare le ultime uscite occuperanno la corsia più interna ossia marciando vicino al margine sinistro (accodamento interno), i veicoli che utilizzeranno le prime uscite circoleranno invece sulla corsia più esterna o presso il margine destro della rotatoria (accodamento esterno).
E’ ammessa la circolazione per file parallele, in base all’art. 144 del CdS, se per l’intenso traffico i veicoli non possono occupare preventivamente, dunque in sicurezza, la corsia più consona all’uscita da utilizzare (se il traffico dovesse impedire l’immediato utilizzo dell’uscita prescelta si potrà attendere un po’, compiendo il giro completo della rotatoria).

La Precedenza all’interno delle rotatorie
In base all’ordine delle precedenze, principio cardine delle norme di comportamento del CdS, le rotatorie si dividono in tre categorie:
A) rotatorie all’italiana (dette anche tradizionali);
B) rotatorie alla francese;
C) rotatorie miste.
A – Nelle rotatorie tradizionali o all’italiana valendo il principio del diritto di precedenza a destra (art. 145 CdS), il veicolo che transita nella rotatoria è obbligato a far passare quello che provenendo da destra intende immettersi in essa. Il veicolo che si immette in questo tipo di rotatorie non trova sulla strada da cui proviene alcun segnale verticale e orizzontale relativo alle precedenze (segnali di prescrizione).
B – Nelle rotatorie alla francese avviene il contrario: chi è già in transito nella rotatoria ha la precedenza sui veicoli che intendono immettersi in essa.
In questo tipo di rotatorie i bracci di intersezione (bracci di immissione) presentano segnali verticali ed orizzontali di “dare precedenza”.
C – Le rotatorie miste sono dotate sia di immissioni in cui prevale il diritto di precedenza dei veicoli che transitano in esse, sia di quelle che prevedono il diritto di precedenza per chi sta per immettersi nell’anello circolare obbligando chi è all’interno della rotatoria a darla.
In tutti i tipi di rotatorie l’immissione non deve essere segnalata con l’accensione dell’indicatore di direzione mentre il cambio di corsia e l’uscita da esse vanno segnalate mediante l’attivazione del medesimo dispositivo con sufficiente anticipo.


 ATTENZIONE! Gli incidenti all’interno delle rotatorie non sono rari e per la dinamica stessa dei sinistri che in esse si verificano, la responsabilità viene definita il più delle volte, sulla base del concorso di colpa (ciò comporta un vantaggio non indifferente per le compagnie assicuratrici che risarciscono il danno proporzionalmente; ad es. in un sinistro dove sono coinvolte due autovetture, con pari responsabilità il risarcimento che le compagnie liquideranno, coprirà il 50% dei danni subiti dai veicoli coinvolti e ciò si tradurrà, in un bel risparmio per esse, come si suol dire…. tra i due litiganti il terzo gode).

DA RICORDARE! Le rotatorie sono state ideate per ridurre i sinistri e le vittime che essi, ahinoi, ogni anno producono, ma se ci si impunta sulla precedenza (passo prima io perché vado di fretta, ecc…) come avviene alle normali intersezioni (si veda a riguardo la mia proposta sullo “stop avanzato” disponibile sul mio sito www.fabiobergamo.it ) la loro efficacia è annullata.
La prudenza, in tutte le situazioni è il biglietto da visita del perfetto conducente.

I pedoni in prossimità delle rotatorie
I pedoni trovano gli attraversamenti (strisce zebrate) prima delle rotatorie, (riportate nei bracci di immissione).
Il comportamento che devono tenere è lo stesso che adottano quando attraversano sulle strisce pedonali presenti sulle altre strade: pur avendo la precedenza conviene che attendano il transito dei veicoli meno distanti, attraversando invece con i veicoli più lontani, dando loro così il tempo di rallentare e fermarsi. Per una maggiore precauzione, prima di procedere nell’ attraversamento, con un cenno della mano, possono segnalare ai conducenti dei veicoli che si avvicinano, di voler attraversare la strada.

I Ciclisti in transito nelle rotatorie
I ciclisti sono gli utenti più deboli all’interno delle rotatorie perché più lenti a percorrerle e dunque ad uscirne. Nei loro confronti conviene adottare sempre la massima prudenza.

Rotatoria ad una corsia
Quando si trovano in una rotonda dotata di una sola corsia debbono mantenersi sul suo margine destro se devono lasciare la rotatoria alla prima o alla seconda uscita.
Se devono abbandonare la rotonda alle uscite successive, partendo da dove si sono immessi, debbono dirigersi verso il centro della rotonda segnalando la manovra col braccio sinistro e prima di uscire dalla rotatoria, segnalare tale intenzione indicando la manovra col braccio destro.

Rotatoria a due corsie
Quando i ciclisti attraversano una rotatoria dotata di due corsie si mantengono sul margine destro della corsia più esterna se devono uscire alla prima o alla seconda uscita.
I Grafici mostrano i punti di conflitto di una rotatoria (intersezione circolare) e un normale incrocio (intersezione lineare). Le rotatorie riducono del 40% le collisioni tra veicoli, dell’80% i danni alle persone nei sinistri che in esse si verificano e riducono del 90% i danni gravi e mortali quando ne rimangono coinvolte.
Se invece devono abbandonare la rotonda alle uscite successive, appena entrati nella rotatoria si dirigono verso la corsia interna segnalando la manovra col braccio sinistro; poi procedendo sul margine sinistro della corsia interna (fiancheggiando appunto l’isola circolare spartitraffico) segnalano col braccio destro l’intenzione di spostarsi nella corsia di destra (quella più esterna). Compiuta la manovra si accostano man mano sul margine destro della corsia per poi imboccare l’uscita prescelta.
Nel link segnalato qui, trovate delle immagini che vi mostrano il comportamento che i ciclisti devono adottare per attraversare in sicurezza le rotatorie.


 UN “LIMITE DINAMICO di VELOCITÀ” NELLE ROTATORIE PER LA SALVAGURDIA DEI CICLISTI
Se per la sicurezza del pedone ho parlato in uno scritto precedente, di un “limite di transito” (più che di limite di velocità che va giustamente utilizzato tra veicoli) per i ciclisti nelle rotatorie parlo di un “limite dinamico di velocità”.
Se il limite massimo generale in città è di 50 km/h (ad es. nei rettilinei come nelle curve) nelle rotatorie che, non dimentichiamolo mai, sono e rimangono delle intersezioni, adotteremo una velocità più bassa, stabilendo da noi stessi come limite massimo (per ora discrezionale non essendo stabilito da una norma), la velocità di 40 km/h.
Come tutti sanno la velocità di chi si sposta in bicicletta, si aggira intorno ai 20 Km/h e per non distaccarsi troppo da tale limite, useremo una velocità che si aggira tra i 20 ed i 30 km/h (questo regime di velocità naturalmente si terrà specificamente ma non esclusivamente, quando nelle rotatorie sono presenti dei ciclisti).
Riassumendo:

  1. limite massimo di velocità nelle rotatorie: 40 km/h (in assenza di ciclisti)
  2. limite dinamico di velocità nelle rotatorie in presenza di ciclisti: 30 km/h

(entrambi i limiti, come quelli da me proposti per la sicurezza dei pedoni nei centri abitati, potrebbero essere sanciti dall’art. 142 del CdS che stabilisce i limiti di velocità).
Per riuscire a mantenere la velocità massima al di sotto dei 30 km/h e comunque non superiore a tale limite (definito appunto limite dinamico) converrà circolare nella rotatoria tenendo inserita la seconda marcia del cambio (freno motore al posto di rallentare col freno). Si potranno attivare anche le 4 frecce di emergenza, per indicare a chi segue della presenza in rotatoria di uno o più ciclisti. Una volta usciti dalla rotatoria si potrà accelerare e innestare le marce più alte.
Ricordo che a condizionare la scelta della velocità da parte dei conducenti, è la variabile “tempo”

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